Leggere un libro a settimana: come e perché

Ho deciso di seguire il consiglio di Stone, autore de La ricetta infallibile per il successo un classico della letteratura motivazionale. Sto leggendo un libro a settimana da 3 mesi e non immaginavo davvero che questo potesse dare una tale spinta alla mia creatività. Mi sono accorta che riesco a superare molto più velocemente le crisi da “mancanza di ispirazione” che sono il peggior nemico di chi la creatività la deve usare per lavoro.

Durante il suo primo incontro con il suo mentor, W. Clement Stone, Jack Canfield gli chiese cosa avrebbe dovuto fare per avere successo.

Stone gli consigliò di eliminare un’ora di televisione al giorno:

“Eliminando un’ora di televisione al giorno si creano 365 ore all’anno per portare a termine qualsiasi cosa sia importante per te. Sono più di 40 ore in più nella settimana lavorativa, 2 mesi di tempo in più!”

Confuso, Canfield chiese a Stone cosa avrebbe dovuto fare in quelle ore extra.

La sua risposta fu semplice.

Leggi.

Un libro a settimana

Perché un libro a settimana?

In primo luogo perché credo il raggiungimento di un obiettivo parte dalla scelta. È un concetto mutuato dall’economia che ha trovato larga applicazione anche nel campo dell’educazione. Per arrivare in un posto devi sapere dove stai andando, no? Dunque, “leggere un libro a settimana” suona molto più concreto di “leggere di più” e questo aiuta a visualizzare l’obiettivo e a partire sapendo dove andare.

Usa ogni momento 

Io, di solito, leggo nella pausa pranzo e in palestra. A volte anche in automobile. No, non sono un pericolo pubblico alla guida (o almeno non per questo motivo -.-“). Non ti sto invitando a guidare leggendo o a provare un abito mentre cerchi di capire dove poggiare il libro senza perdere il segno (anche se devo ammettere che quando abitavo in Francia ho visto fare anche questo). Ascolta i libri. Io mi sono iscritta a un sito, Audible.com  (l’Amazon degli audio libri), che a fronte di circa 10 euro al mese mi dà accesso a 180.000 titoli. Ci sono moltissimi titoli in italiano ma anche ascoltare libri in inglese è utilissimo per migliorare il listening e il lessico.

La lettura selettiva

Non tutto è utile. È una di quelle cose che si imparano con il tempo e anche quando, per necessità, hai poco tempo. Quando si leggono articoli di giornale, saggi, riviste scientifiche e tutto ciò che può rientrare nell’ampia categoria del non-fiction allora si deve usare la lettura selettiva.

… quella che facciamo quando leggiamo solo per individuare le parti che ci interessano. Per esempio se siamo attratti dall’argomento “come scrivere un racconto” e abbiamo tra le mani un libro sulla scrittura creativa, useremo una serie di strategie per individuare il capitolo o i paragrafi su quanto ci interessa conoscere, tralasciando per il momento il resto del libro. In questo caso ci sono di aiuto una serie di indicatori: titoli, capitoli, paragrafi.

Credo sia una di quelle cose che ho ripetuto più volte ai miei studenti:

leggete l’indice, i titoli dei paragrafi, l’incipit di ogni paragrafo. Segnate a margine su quali argomenti dovete soffermarvi.Quali si possono scorrere più velocemente. Quando la parola d’ordine è “imparare il più possibile in breve tempo” allora devi assolutamente:
1. organizzare le idee in macro-contenitori;
2. non ripetere ad alta voce;
3. schematizzare i concetti per frasi chiave.

Leggere la mattina presto

Leggere prima di dormire, per me, non funziona. Perché la sera torno a casa ad orari diversi e sono stanca. In più la sera, cerco di organizzarmi buttando giù la lista delle cose da fare per il giorno dopo su Wunderlist oppure con carta penna ed evidenziatori con il sistema del Bullet Journaling 😉

Quindi leggo principalmente la mattina, di solito appena sveglia oppure dopo colazione. Riesco a leggere con attenzione circa 25 pagine e, in questo modo, metto anche in moto il cervello.

Ovviamente leggo prima di controllare la casella di posta elettronica. Mi impongo di non toccare il telefono almeno per un’ora prima di iniziare a lavorare: altrimenti non leggerei mai.

Se quel libro non ti piace … cambia

Lasciare un libro a metà va bene. Non è un dramma. Anzi. Per citare uno dei miei libri preferiti “Come un Romanzo” di Daniel Pennac “il diritto di non finire un libro” è proprio uno dei sacrosanti diritti del lettore. Io ho iniziato a farlo tardi e avrei recuperato molto tempo e molti libri abbandonando quelli che non mi raccontavano nulla già dopo le prime 50 pagine.

Uno alla volta e una cosa alla volta

Nessuno di noi è veramente multitasking. Per fare bene una cosa bisogna darsi del tempo per fare esclusivamente quella cosa. È questa la mia sfida personale: tendo a voler svolgere contemporaneamente attività per le quali è necessaria molta concentrazione perché ho la sensazione di sfruttare al meglio il tempo a disposizione. Ma non funziona così. Per essere multitasking finiamo tutti per essere a “task 0”. Quindi:

  • non leggere più libri contemporaneamente (inizia con un libro a settimana; non 4 al mese);
  • niente cellulare nei paraggi oppure, se leggi ebook sul cellulare, prova la funzione “non disturbare”.

Quale sarà il prossimo?

Questa settimana ho iniziato “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi. Me lo porto dietro e lo leggo in ogni occasione possibile.

E tu? Stai pensando di iniziare la sfida? 

By | 2018-01-20T20:44:50+00:00 gennaio 10th, 2017|Crescita personale|0 Comments

Lascia un Commento